Aiako: TheSexyBallbuster! by aiako@katamail.com Ep.23: Lezioni private 2 ATTENZIONE: Questo racconto di rivolge a un pubblico di SOLI ADULTI. Tratta in modo esplicito di sesso, dominazione femminile e ballbusting. Un ringraziamento a quanti in questi mesi mi hanno scritto, invogliandomi a continuare i racconti delle nostre amate "SexyBallbuster". Come sempre, per qualsiasi suggerimento, idee e anche critiche, per qualsiasi cosa insomma, scrivetemi pure. Le mie scuse a quanti non hanno ricevuto risposta alle loro mail, ma siete davvero tanti, riscrivetemi e cercherò di rispondere a tutti!! La settimana successiva, puntuale, Yumi si presentò a casa di Luca. Fu il giovane ad aprirgli la porta, essendo la madre già uscita e, per la gioia della giovane professoressa, il suo alunno aveva recepito pienamente la lezione precedente, presentandosi già con tutti gli “strumenti” di lavoro già ben in vista. Yumi, intuendo l’assenza della madre, entrò molto compiaciuta, e sorridendo, quasi con ironia, gli passò oltre, senza dar la sensazione di aver dato troppo peso alla cosa, ma liquidandolo con un “Vedo con piacere che hai ben capito quello che mi aspetto da te, ora vediamo se anche i tuoi risultati sono migliorati rispetto a settimana scorsa…” I due, come sempre, si sedettero uno di fronte all’altro e Yumi, con la massima serietà iniziò a scorrere le pagine di esercizi e riassunti effettuati dal giovane. Le cose sembrarono andare bene per Luca quando, come se nulla fosse, Yumi iniziò a slacciarsi la camicetta, annuendo compiaciuta. Poi, però, l’espressione della sua insegnante cambiò, in modo abbastanza repentino, Yumi iniziò a chiudersi la camicia e, con grande disapprovazione apostrofò il giovane senza troppi preamboli “Non ci siamo per niente, caro Luca. E’ ovvio che non ci siamo proprio capiti!” tuonò Yumi “Io mi aspetto da te un miglioramento SIGNIFICATIVO ogni settimana… questi lavori sono sufficienti, ma non sono per nulla migliori rispetto a settimana scorsa. Non ci siamo, Luca, non ci siamo!!” Il giovane rimase deluso, il cazzo moscio tra le gambe, la tesa china, in segno di scusa. “Allora, iniziamo da questi esercizi…” indicò una pagina del libro, con fermezza, poi si andò a sedere accanto al giovane. L’alunno iniziò, ma era turbato dalla durezza con cui Yumi lo stava trattando, distratto da altri pensieri, non riusciva a dimenticare l’esperienza della settimana prima, quando era venuto nella bocca di quella donna incredibilmente bella. Proprio al centro di questo pensiero, fu sorpreso da una decisa e implacabile stretta di palle, dolorosissima, che lo lasciò senza fiato!! Cercò di sottrarsi alla presa, ma Yumi, infuriata lo stritolò senza pietà, lasciandolo senza forze, inerme!! “Cosa stai pensando, eh?!?” tuonò la bella Yumi “Io non ho mica tempo da perdere con te, sai?!?” e strinse così forte da far piangere di dolore il maschio, umiliandolo, si avvicinò al suo volto, senza mai mollarlo, e sussurrò “Basta che tu lo voglia, e io ti lascerò alle cure di un altro professore, non c’è problema, Luca… se non sei disposto ad impegnarti, il mio metodo non otterrà alcun risultato… se non quello, forse, ti farti castrare…” sorrise, angelica e demoniaca al tempo stesso! “No, no… ti prego…” piagnucolò Luca “…per te, mia Signora, io mi farei castrare volentieri, lo sai…” era esausto, completamente soggiogato dalla superiorità femminile di Yumi, che lo teneva oramai in pugno, senza il minimo sforzo, anima e corpo!! “Evidentemente, a quanto pare, le mie punizioni non sono state abbastanza significative da farti capire qual è il livello di impegno che io mi aspetto da TE!!!” tuonò, lasciando la presa, stizzita. “Ti prego, puniscimi allora…” la implorò “…così che io possa capire… ma ti prego, non andare via, ti supplico…” Yumi era molto soddisfatta… quel ragazzo era completamente sottomesso al suo volere… sembrava avere una naturale predisposizione alla sottomissione, all’essere soggiogato dal potere di una Donna… “Va bene… in fondo è giusto…” sorrise Yumi, alzandosi “…sei giovane, e devi ancora capire bene alcune regole fondamentali della vita…” si posizionò al centro della stanza, statuaria e, con durezza ordinò “Ora, via calzoni e slip, forza!!” Luca obbedì, rimanendo nudo, al cospetto della sua Insegnante. “Bene…” sorrise compiaciuta di quello spettacolo “…adesso, appoggia i gomiti sul tavolo, rimanendo rivolto verso di me…” il giovane si arcuò all’indietro “…apri bene le gambe… si così…” lo osservò, le gambe ben aperte, le palle, grosse e indifese, ben in mostra, morbidamente penzolanti nel vuoto… lo lasciò così per un attimo, osando un po’ di più “Vedi, Luca, tu sei stato molto fortunato ad incontrarmi… anzi, dovresti ringraziare il destino, sai?? Io non sono solo un insegnante per te, ma una Maestra di vita… lo avrai capito ormai…” il giovane, ammaliato, annuì “…bene… e allora, perché vuoi deludermi?? Perché non ti impegni per me, per darmi il massimo?? Vedi, dentro di te hai già intuito qual è la verità, prima lo hai detto… io sono la tua Signora… giusto? Sono la tua Dea?” annuì di nuovo, e a quelle parole, il suo cazzo iniziò a tirare forsennato “…lo vedi Luca, anche “lui” lo ha capito… tu sei mio…mi appartieni ora…perché la verità, ragazzo, è che tu sei nato per servirmi, per adorarmi… e il tuo uccello che svetta alle mie parole ne è la prova!! E’ la prova della mia superiorità… di Donna, di Dea!! La lezione Luca è questa: tutte le Dee, esseri superiori, sono Donne, ma non tutte le donne sono Dee, sono solo volgari femmine e, per fortuna, sono la maggioranza, pochissime sono le vere Dee… chiaro??? Bene, il tuo pisellone mi dice che è chiaro… Io, sono una Donna Perfetta, e in quanto tale, sono una Dea…” Luca era sconvolto, ma rapito, eccitato… “Ho capito, ora, di voler essere il tuo schiavo, o Dea perfetta, di volerti servire e appagare in tutto, farò tutto quello che ordini, tutto!!” A quelle parole, Yumi sorrise, compiaciuta, “Bravo ragazzo… impari in fretta… ora però, la tua punizione… ricordati sempre, la natura ti ha dato le palle, solo perché IO potessi dominarti, solo perché IO possa schiacciarti e umiliarti, piegarti a ogni mio volere!!” Luca annuì ancora, estasiato “Ora, la tua punizione, per avermi deluso!!” Rapida, Yumi, avanzò di mezzo passo e, feroce e violenta, scagliò un calcio di collo pieno, potentissimo, esattamente tra le sfere indifese del giovane che, completamente incapace di reagire, crollò a terra, scosso da spasmi di dolore lancinante… mai nella sua vita aveva sentito un dolore così forte, invasivo… il corpo era piegato in due, umiliato, asservito alla superiorità femminile, assoluta, implacabile, inarrestabile, divina! Rimase a terra, in posizione fetale, incapace di qualsiasi movimento, che non fosse gemere o tenersi le palle, doloranti, sconvolto dalla realtà che fosse bastato un solo, semplice calcio, uno solo, per renderlo impotente ai piedi di quella Dea… sconvolto, annientato, realizzò in quell’istante qual era la sua natura inferiore, realizzò quanto grande fosse il potere di Yumi… un solo colpetto!!, un misero colpetto di quel piede Divino lo avevano annientato, umiliato… si inginocchiò ai piedi della Dea e, senza osare guardarla, si umiliò, sottomettendosi “Mia Dea, io ti ringrazio per avermi illuminato… grazie, per avermi punito, per avermi fatto capire chi sono realmente, e quel è il mio ruolo… le mie misere palle, vano simbolo di virilità, sono in realtà il trionfo della tua superiorità assoluta, del tuo dominio su di me… tu, sei una Dea, la tua potenza è immensa, il tuo potere smisurato, tu, mi Signora, mi sei superiore in tutto, ed è per questo che io mi sottometto al tuo volere, sono il tuo umile servo, il tuo schiavo…” “Bravo, maschietto, hai capito finalmente… hai capito qual è stata la tua fortuna, la fortuna di avermi incontrata…” Yumi, dall’alto, lo dominava, soddisfatta che il suo alunno avesse appreso a pieno il senso del suo metodo istruttivo. Lasciò che si riprendesse, senza infierire oltre… lo aiutò a sedersi, e a riprendere fiato. Guardò poi il grande orologio, era già tardi. “La lezione, per oggi, finisce qui… ora che hai capito bene qual è la realtà, spero non mi deluderai più… ricomponiti ora, tua madre potrebbe arrivare a minuti… io vado a darmi una rinfrescatina in bagno…” e detto questo andò verso la toilette. Luca era rapito da quella Dea e, nonostante il dolore, era eccitatissimo per quello che era successo!! Sentirsi colpire tra le gambe da quella donna meravigliosa… l’uccello, al solo pensarci, esplose in una erezione vigorosa… non seppe resistere e, senza neanche rivestirsi, si diresse verso il bagno e, inginocchiatosi, iniziò a spiare Yumi dalla serratura. La porta non aveva la chiave, sostituita da tempo da un chiavistello interno, che Yumi aveva chiuso. La serratura però era grande, e permetteva di spiace all’interno agevolmente. Luca si inginocchiò, e vide il paradiso. La Donna si era sfilata la camicetta, rimanendo a petto nudo, per darsi una rinfrescata dopo la lezione, i grossi seni, immensi, svettavano sfidando la gravità… iniziò a lavarsi, delicatamente, passandosi con sensualità un poco d’acqua sui quei meloni infiniti, lentamente… Luca non poté resistere e, rapito, iniziò a scappellarsi lentamente, spiandola… voleva venire, visto che la Dea glie lo aveva impedito… iniziò ad aumentare il ritmo, rapito, quando ad un tratto, una voce tuonante lo fece trasalire!! “Luca!!!” gridò la madre “Ma cosa stai facendo!!!!” Il giovane rimase pietrificato… Yumi all’interno sentì la voce della donna e, ricompostasi in pochi istanti, spalancò la porta del bagno… ora Luca era in ginocchio, con l’uccello in mano, tra la madre allibita e Yumi sulla porta del bagno. La giovane Dea capì al volo la situazione e, fingendosi sconvolta, recitò la sua parte “Oh, dio… oh, mio dio… cosa… cosa… cosa stavi facendo??” … balbettò “…ma, Luca… tu… oddio… che cosa imbarazzante… ma…” e fissò la madre, esterrefatta!! La madre, sconvolta, non seppe cosa dire… si avvicinò al figlio, ancora in ginocchio, col cazzo ormai moscio ancora in mano, e lo colpì con uno schiaffone in pieno fiso, facendolo cadere a terra!! “Va in camera tua, schifoso maiale, vergognati!!” Luca fuggì verso la sua camera, umiliato. “Professoressa… io… sono allibita… mi scusi, mi scusi… io…” farfuglio la madre, sconvolta. Yumi proseguì la sua recita e, come se stesse per svenire, disse “Signora, la prego, un bicchiere d’acqua, credo di non sentirmi molto bene…” “Ma certo, certo… poverina… venga, venga la prego…” la pregò la donna, prendendola sotto braccio e conducendola in cucina, dove l’aiutò a sedersi. “Prenda signorina, acqua e zucchero, le farà bene… deve essere sconvolta, poverina…” Yumi bevve, assaporando quello zucchero come il miele del suo trionfo, poi continuò “Oh, signora, che vergogna… mi stava spiando alla toilette…” finse una pudicizia che non aveva “….che umiliazione, per una professoressa come me… stimata, conosciuta… oddio, non mi era mai successa una cosa così… e poi, trovarmelo lì davanti, con, con, oddio… signora… con il coso in mano…” e si mise un mano sulla fronte!! “Professoressa, non si preoccupi per quello… questo incidente resterà tra noi… ma stia tranquilla che Luca riceverà la sua punizione…” Yumi sorrise dentro di se, e disse “E’ così un bravo ragazzo… io non capisco… le lezioni andavano così bene… le ultime verifiche, le ha viste, tutti nove e dieci… perfette… io non capisco… non ha mai dato segni premonitori di una cosa del genere…” “Oh, non si preoccupi, non è certo colpa sua, Signorina, è colpa del ragazzo, e lo punirò a dovere, stia tranquilla…” “Credo meriti una punizione… però, signora, non sia troppo dura con lui… in fondo è giovane… mi dispiace così tanto per lui… che umiliazione deve essere stata anche per lui, essere colto così da due donne… posso, vorrei, se lei è d’accordo, vorrei parlargli da sola… un secondo, per vedere come sta, tranquillizzarlo e così, magari, mi dirà cosa gli è preso…” “Oh, ma certo… se se la sente, faccia pure… eh, ci vorrebbero più insegnanti come lei, lei si che è un modello di dedizione…” “Ma no signora, non dica così…” poi si alzò, andando verso la camera di Luca “…ci lasci soli qualche minuto, magari con me si confiderà senza vergognarsi troppo… sa, la madre…” “Ma certo, poi lei è così giovane, magari vorrà confidarsi con lei, fate pure con calma, non verrò finché non la vedrò uscire…” sorrise la madre di Luca, con totale fiducia e serenità, non immaginava minimamente quale fosse la verità. Yumi bussò alla porta di Luca e, senza attendere risposta, scivolò dentro. Lo trovò ancora semi nudo, disteso sul letto, la faccia immersa nel cuscino, in lacrime. “Bravo…” sbottò Yumi “…no, davvero, un capolavoro il tuo… farsi beccare con l’uccello in mano da tua madre, mentre mi spii dalla serratura… un vero genio!!” le braccia conserti, batteva furiosa la punta del piede “…per fortuna tua madre non sospetta nulla, e crede sia stato solo un raptus… cretino! Questo è quello che succede quando prendi l’iniziativa!! Tu devi fare quello che ti dico io, hai capito?!? Voltati quando ti parlo!!” Il giovane si girò, il viso rigato da cocenti lacrime di umiliazione e, muto, si mise seduto sul letto. “Guardati, mi fai pena… tu e quel tuo vermetto moscio…” Yumi voleva umiliarlo, sottometterlo ancora di più al suo volere e, detto questo, lo colpi in pieno volto con un manrovescio da antologia, lasciandolo senza parole. “Parlerò io con tua madre, la convincerò che la tua sia stata solo una sbandata, ti punirà, questo è certo, ma sono convinta che te la caverai con poco…” sorrise “…del resto, poverino, non è tutta colpa tua… eh, sono io che sono troppo bella, non hai saputo resistere… tu e il tuo pisellino sempre duro…”. “Dai, non essere triste…” volle a quel punto rincuorarlo un po’, e detto questo, si piegò verso di lui e, afferrato il membro molle, con pochi gesti di polso, lo fece tornare bello svettante, sorrise “…ecco, così mi piace di più…”. Luca sorrise, estasiato dalla bontà di quella Dea, e sussurrò “Perdonami mia Signora, non ti deluderò più, lo giuro…” “Lo so, lo so…” rispose lei, dolcemente “…sei un bravo ragazzo tu… e per questo che voglio darti un regalino, in fondo, poverino, te lo sei meritato… dai, alzati…” Luca si alzò, eccitato, il cazzo teso allo spasmo, completamente succube di quella Donna eccezionale… Yumi si sollevò completamente la gonna, fino in vita, mostrando un paio di gambe nude, perfette, vellutate… “Avvicinati…” poi, allungò un mano e lo prese per il fallo… “…ti piacciono le mie cosce, vero??” Lui annuì, rapito… “Allora, scopale…” lo fece avvicinare completamente, Yumi si appoggiò alla porta e, delicatamente, infilò il bel membro tra le sue cosce calde, armoniose, poi strinse le gambe, intrappolando il maschio in una presa calda e sensuale!! “Forza, dai…” sussurrò… Luca iniziò a muoversi, avanti e dietro, lentamente… sentiva il calore della pelle, così soffice, vellutata… perfetta… Yumi lo afferrò per i glutei e, accompagnando il suo moto, gli sussurrò all’orecchio “Questo è niente… immagina come deve essere il mio ventre… caldo, bagnato, accogliente…” Il giovane iniziò a gemere, il fiato rotto… “Sarà tuo…” sussurrò ancora Yumi, sentendo il maschio cedere tra le sue cosce “…ma solo se ti sottometterai… chi è la tua Padrona???” disse, afferrandolo per la gola!!! “Tuuu….ahhhah…” gemette “…tu Yumi, mi Maestra, mia Signora… mia Dea, sei la mia sola Padrona… sono tuo, il tuo servo fedele, il tuo umile schiavo…” la voce si ruppe, ed esplose sulle gambe della sua Dea, inondandola di sperma incandescente… continuò a muoversi, lentamente, godendo e, Yumi, soddisfatta lo lasciò fare, abbracciandolo teneramente… Era durato pochi istanti, troppo giovane, troppo eccitato. Quando Yumi lo sentì rimpicciolirsi del tutto, lo scostò da se e si fece dare una salvietta per ripulirsi… il liquido l’aveva inondata, sporcandole le cosce e colando lungo le gambe… in pochi istanti si ripulì, come nuova. Erano passati si e no dieci minuti… la madre di Luca non sospettò nulla… “Va bene così…” disse Yumi, senza troppe cerimonie “…ci vedremo settimana prossima, per l’ultima lezione…” zittì il ragazzo, che cercò di protestare, con un gesto deciso della mano “…è colpa tua ragazzo! Tua madre sarà sicuramente presente, dopo la tua prodezza non ci lascerà più soli… poverina, teme per la mia incolumità… in più, ormai sei a posto, il tuo tedesco è soddisfacente…” sorrise “…comunque sia, tieniti libero per il prossimo sabato, sei invitato alla mia festa di Halloween, vedrai, ti divertirai…” Lo lasciò così, interdetto, e usci dalla stanza, soddisfatta e appagata. “Non si preoccupi Signora…” disse Yumi alla madre “…il ragazzo è veramente dispiaciuto… è stato un momento di debolezza… una ragazzata… mi ha chiesto scusa, molto sinceramente, e mi ha giurato che la cosa non si ripeterà mai più… credo che l’umiliazione subita sia stata cocente… non infierisca troppo, poverino…” “Grazie Signorina, lei è così generosa, un’insegnate modello, un vero esempio per tutte…” sorrise la donna, sincera “…mi dispiace che la prossima sia l’ultima lezione… ma lei ha fatto davvero un ottimo lavoro…” Non immagini neanche quanto, pensò Yumi dentro di se, e si congedò dalla donna, tra baci e abbracci, pensando al prossimo week-end…